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+poesia

Boa

Sogno un serpente
né aggressivo, né morto
disteso nell’interstizio
tra il muro e il frigo
scuro e immobile
come quelle salsicce
che tappano gli spifferi
alla base delle porte.
Un brillio nella sua pupilla
e una tacita domanda:
“perché mi temi?”


Quel tremore tìmico
non lo riconosco

e nemmeno il mio amico
una volta desto.
L’intimo è losco.

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