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A Christmas carola

A Christmas Carola da Convulsioni, le confessioni di un copywriter (122 pagg., Catartica Edizioni – https://www.catarticaedizioni.com/2021/07/convulsioni-paolo-sfirri.html?m=1)

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Frutti esotici

Per una merenda in spiaggia i nostri amici spagnoli tagliano delle fette di melone giallo, che non avevo mai visto, ma non dico nulla. Tutti mangiamo. Una volta finito Julian chiede indietro le bucce per fare una busta dell’umido. Io non ho nessuna buccia da restituire.
Il melone giallo non è granché.

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Il pacco da giù

È arrivato anche a me il pacco da giù (in realtà più che “da giù” forse sarebbe più corretto “di lato” perché viene dalla Sardegna, ma vabbè). Vi spoilero che non contiene un assortimento di prelibatezze regionali caserecce, ma solo delle altre copie di Convulsioni, le confessioni di un copywriter. Chi ne volesse una per sé o per altri può scrivermi in privato e consegno a mano, in alternativa può ordinarla online considerando che però potrebbe rivelarsi solo un altro asso caricato a sfavore nella briscola con l’ansia imperatrice del tempo. Non posso assicurare che questo libro sarà il regalo giusto, ma può senz’altro essere un regalo.

A destra Garfield che ha tirato una raglia e tre spiderman che discutono su chi doveva svoltare il capodanno

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altri

Sulla intersoggettività

“La maggior parte degli individui assume che la realtà sia o oggettiva o soggettiva, e che non ci sia una terza opzione. Perciò, quando si convincono che qualcosa non pertiene soltanto alla loro sfera soggettiva, saltano subito alla conclusione che deve appartenere alla sfera dell’oggettività. Se un sacco di gente crede in Dio, se il denaro è il motore del mondo e se il nazionalismo provoca guerre e costruisce imperi – allora queste cose non sono soltanto una mia credenza soggettiva. Dio, il denaro e le nazioni devono essere realtà oggettive.
[…]
È relativamente facile accettare che il denaro sia una realtà intersoggettiva. La maggior parte degli individui non ha problemi nel riconoscere che gli antichi dèi greci, gli imperi del male e i valori di una cultura aliena esistono soltanto nella nostra immaginazione. Tuttavia noi non vogliamo accettare che il nostro Dio, la nostra nazione o i nostri valori siano mere narrazioni, poiché queste cose danno senso alle nostre vite. Vogliamo credere che le nostre vite abbiano un qualche significato oggettivo e che i nostri sacrifici abbiano un qualche valore che vada oltre le storie che costituiscono i nostri paesaggi mentali. In realtà le vite della maggior parte delle persone hanno un significato soltanto entro la rete di storie che si raccontano a vicenda.

(Yuval Noah Harari, Homo Deus, breve storia del futuro)

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Recap

La presentazione di Convulsioni è andata bene, molto bene, sopratutto considerato l’inizio budinoso delle mie gambe, che ho dovuto rinsaldare con un midollo di Negroni. Dai commenti ricevuti, ma anche da quelli omessi, il pubblico si è divertito. Tra i flare abbacinanti delle luci puntate sul palco ho scorto partecipazione e sorrisi abbondanti, infine un amico mi ha detto “non è stata la solita presentazione noiosa”. Questo mi ha scaldato, non perché volessi fare il mattacchione e non perché giudichi negativamente l’apporto psicofisico della noia. Ma perché quando è entrato alle Industrie Fluviali quello non era un mio amico.
Anche il post palco è andato bene, ho venduto tutte le copie in mio possesso (senza parenti!), ho guadagnato tre follower su Instagram, ho continuato a bere finché non è iniziato un diluvio su Roma che ci ha lavato via dalla strada.
Allego ringraziamento sociale

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Annunciazione

Sabato 27 novembre presento per la prima volta “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (Catartica Edizioni, 122 pagine) alle Industrie Fluviali.
Ad accompagnarmi in questo sproloquio ci sarà quella branda di Alessandro Montemagno.
Sarà una bella opportunità per scoprire un posto fico, incontrare persone e guardarmi sudare per l’imbarazzo di esporre qualcosa a cui tengo (ho sempre la paranoia di accollarmi).

Ah, comunque poi potrete anche acquistare il libro e farvelo dedicare.

EDIT: l’ingresso è gratuito, greenpassati.

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Repost: In cantiere

Il signor Gerardo è rimasto bloccato a letto da domenica a domenica a causa di un dolore ai lombi. Il lunedì è tornato a uscire. Si è diretto al cantiere davanti alla biblioteca, dove una squadra di operai stava smontando le impalcature. Che pena, le aveva viste crescere.
«Che fate?» ha domandato al più maturo degli operai.
«Togliamo tutto, è finito.»
Gerardo si è rammaricato, ha maledetto la fascite plantare.
«Domani avete finito?»
«Oggi pomeriggio abbiamo finito, domani riposo»
Il signor Gerardo ha annuito, si è stretto nelle spalle ed è rimasto con le braccia conserte dietro la schiena, a osservare la decomposizione del castello metallico.

Il giorno dopo il piazzale antistante alla biblioteca era stato sgomberato dai resti del cantiere. Una donna spingeva un passeggino attorno alla fontana tornata a zampillare. Gerardo ha notato vicino alla panchina un blocchetto di cemento con due buchi, dimenticato; si è chinato – con una fitta di dolore – e l’ha raccolto.

È andato verso il bar dall’altra parte della strada e ha scagliato il blocchetto contro la vetrina, che è andata in frantumi al cospetto della barista intenta a macchiare un caffè.
Gerardo ha incrociato le braccia dietro la schiena e ha osservato l’evolversi della situazione.

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Aquilombre

Un riquadro
in balia del senso
un filo debole
da me alla volta
stuccata di sogni
sotto cui contemplo
lo stesso sito
e sussulto
di un millimetro
al poco di ieri
che è già niente.

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Gesto inconsulto

Un fiotto rosso macchiò il lampadario di ottone.
Nessuno disse “Auguri”.

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Tania

La sua vita cambiò quando lui comprò una macchina.