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Keziah Jones – Rhythm Is Love

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Sulla guerra coloniale in Angola

“Avevamo venticinque mesi di guerra nelle budella, venticinque mesi di cibo di merda, di bevande di merda, a combattere per merda, a ammalarci per merda, a morire per merda, nelle budella, venticinque interminabili mesi dolorosi e ridicoli nelle budella, talmente ridicoli che a volte la sera, sotto il portico degli anziani di Marimba, cominciavamo all’improvviso a ridere, l’uno di fronte all’altro, con risate irrefrenabili, ci guardavamo in viso e la derisione scorreva in forma di lacrime di compassione, e di scherno, e di rabbia, lungo le nostre gote magre, fino a che il capitano, con in bocca il bocchino senza sigaretta, si sedeva sulla jeep e si metteva a suonare il clacson, spaventando i pipistrelli dei manghi e gli insetti fantastici dell’Angola, e noi tacevamo di colpo come fanno i bambini a metà del loro pianto, e guardavamo le tenebre attorno con un’immensa meraviglia.”

(Antonio Lobo Antunes, In culo al mondo)

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speed tour

Sabato ciaspole

Ci siamo incontrati al faggio centenario di Campo dell’Osso e da lì abbiamo proseguito verso la vetta del monte Autore, della catena dei Simbruini. Attraverso i faggeti un silenzio soffice custodiva la vita delle bestie, i muschi sui tronchi indicavano il nord. Oltre il valico la Maiella era zona arancione.

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Una mia collega si abbassa la mascherina quando deve starnutire, per non bagnarsi, dice.


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Sublime – Doin’ Time

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Cortesie

Lancio l’organico nel cassone dell’indifferenziata. Cavolo. Mi sporgo nella bocchetta maleodorante e cerco il mio sacco. Tiro fuori la testa, accanto a me un uomo con uno zuccotto calcato in testa fruga nel secchio vicino.
«Salve» gli dico.
Sorride, ha delle finestre aperte tra i denti.

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Sul punk

“Il punk è stato il primo immaginario a coniare una precisa iconografia urbana che sulla scarica elettrica, sull’atto innaturale, sul muro scrostato, sul detrito e sul rifiuto fondava tutta una cosmologia. È stato il punk a trasformare il lancio di una siringa usata con una mazza da golf autocostruita in un gesto nobile. È stato il punk a suggerire che ridere delle disgrazie altrui è prima di tutto un modo di ammettere che quelle disgrazie ti riguardano. È la più classica delle negazioni affermative.”

(Valerio Mattioli, Remoria, la città invertita)

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Morte di un poeta

Il medico immerse un batuffolo di cotone nella tintura di iodio e con precisione anatomica disegnò la sagoma di un cuore sul lato sinistro del petto di José. L’uomo col camice bianco salutò, diede appuntamento al giorno seguente.
Di notte José puntò la canna diaccia della Smith & Wesson in corrispondenza della macchia e premette il grilletto.

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Richard Wagner – Das Rheingold Prelude

One ring to rule them all

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microracconti

In cantiere

Il signor Gerardo è rimasto bloccato a letto da domenica a domenica a causa di un dolore ai lombi. Il lunedì è tornato a uscire. Si è diretto al cantiere davanti alla biblioteca, dove una squadra di operai stava smontando le impalcature. Che pena, le aveva viste crescere.
«Che fate?» ha domandato al più maturo degli operai.
«Togliamo tutto, è finito.»
Gerardo si è rammaricato, ha maledetto la fascite plantare.
«Domani avete finito?»
«Oggi pomeriggio abbiamo finito, domani riposo»
Il signor Gerardo ha annuito, si è stretto nelle spalle ed è rimasto con le braccia conserte dietro la schiena, a osservare la decomposizione del castello metallico.

Il giorno dopo il piazzale antistante alla biblioteca era stato sgomberato dai resti del cantiere. Una donna spingeva un passeggino attorno alla fontana tornata a zampillare. Gerardo ha notato vicino alla panchina un blocchetto di cemento con due buchi, dimenticato; si è chinato – con una fitta di dolore – e l’ha raccolto.

È andato verso il bar dall’altra parte della strada e ha scagliato il blocchetto contro la vetrina, che è andata in frantumi al cospetto della barista intenta a macchiare un caffè.
Gerardo ha incrociato le braccia dietro la schiena e ha osservato l’evolversi della situazione.