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Sulla intersoggettività

“La maggior parte degli individui assume che la realtà sia o oggettiva o soggettiva, e che non ci sia una terza opzione. Perciò, quando si convincono che qualcosa non pertiene soltanto alla loro sfera soggettiva, saltano subito alla conclusione che deve appartenere alla sfera dell’oggettività. Se un sacco di gente crede in Dio, se il denaro è il motore del mondo e se il nazionalismo provoca guerre e costruisce imperi – allora queste cose non sono soltanto una mia credenza soggettiva. Dio, il denaro e le nazioni devono essere realtà oggettive.
[…]
È relativamente facile accettare che il denaro sia una realtà intersoggettiva. La maggior parte degli individui non ha problemi nel riconoscere che gli antichi dèi greci, gli imperi del male e i valori di una cultura aliena esistono soltanto nella nostra immaginazione. Tuttavia noi non vogliamo accettare che il nostro Dio, la nostra nazione o i nostri valori siano mere narrazioni, poiché queste cose danno senso alle nostre vite. Vogliamo credere che le nostre vite abbiano un qualche significato oggettivo e che i nostri sacrifici abbiano un qualche valore che vada oltre le storie che costituiscono i nostri paesaggi mentali. In realtà le vite della maggior parte delle persone hanno un significato soltanto entro la rete di storie che si raccontano a vicenda.

(Yuval Noah Harari, Homo Deus, breve storia del futuro)

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Beach Volley

Giulio in posizione di battuta colpì la palla da sotto in sopra; il lob passò mezzo metro sopra il nastro della rete. Nell’altro semi-campo Argentina chiamò la ricezione, lasciò andare lo schiaffo verso la palla, ma già prima di toccarla gridò «Ho perso la fede! Ho perso la fede!» e si lasciò cadere in ginocchio sulla sabbia. Aveva gli occhi rossi. Punto all’altra squadra, partita finita.

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Lockdown Bianchi

Il signor Bianchi aprì il cancello della sua villa con un piede e portò fuori il corpo del tunisino afferrandolo da sotto le ascelle. La strada era deserta, l’alba lontana. Lo trascinò per alcuni metri senza che quello riprendesse conoscenza. Giunto davanti a un ristorante lo mollò con uno sbuffo di fatica, giusto vicino ai secchi per la differenziata. Si fregò le mani, sistemò la camicia sulle maniche. Tirò su forte col naso due volte. Tornò verso casa con passo svelto.

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Un incontro è sufficiente a per