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Contrattempo

Stiamo andando alla festa di Amelie – a mezzanotte compie gli anni – siamo su via dei Sabelli, quando una sagoma si lancia dai balconi e piomba sulla strada. È un pastore tedesco, si è suicidato.

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Call me maybe

In un viale del parco c’è un barbone che chiede di poter fare una chiamata. I passanti lo ignorano. Si ferma un uomo con il Loden e una cartella in mano, gli presta il telefono. Il barbone ringrazia, digita un paio di tasti e scappa. Corre per una cinquantina di metri, poi si ferma, si volta verso l’uomo con il Loden. Torna indietro. Si scusa, non sa cosa gli è preso. L’uomo con il Loden tira fuori una pistola e spara nel petto del barbone, si china e recupera il telefono.

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Er ciuffo

“Oh accosta fraté, accosta!”, mi grida un ragazzo alto dal marciapiede. Rallento e avvicino lo Scarabeo, lui, senza casco, salta sulla sella ancora in movimento. “Parti! Parti!” grida battendomi sulla spalla.

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Sul mesmerismo

“In questi ultimi tre anni, a varie riprese, mi sono sentito attirato dal soggetto del mesmerismo; e circa nove mesi fa a un tratto mi balenò l’idea che, nella serie degli esperimenti fatti sino a oggi, vi fosse una notevolissima e inesplicabile lacuna: finora nessuno era stato magnetizzato “in articulo mortis”. Rimaneva da vedere prima di tutto se, in tale condizione, esistesse nel paziente alcuna suscettibilità al fluido magnetico; in secondo luogo se, nel caso affermativo, questa fosse scemata o accresciuta dalla circostanza; in terzo luogo sino a che punto e per quanto tempo l’opera della morte potesse essere arrestata dall’operazione.”

(Edgar Allan Poe, La verità sul caso di mister Valdemar, Racconti del terrore)