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microracconti

Osteria buona

Beviamo l’amaro e chiediamo il conto al cameriere.
Dalla cucina si avvicina la titolare, che ci comunica la cifra. Paghiamo. Lei prende i soldi e se li infila sotto la maglietta, smucina tra le tette nel reggiseno enorme, sarà una sesta o una settima. Poggia due euro sul tavolo, «il resto» dice.
Le moneta è ancora calda.