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Rianimazione

Estraggo le chiavi dal marsupio, mi dirigo verso l’ingresso della palazzina. Sto per penetrare la serratura quando noto una discontinuità in basso sulla soglia di marmo rosso. Una grossa ape pelosa. Sta inerte, appena raggomitolata su se stessa. Mi volto verso la cassetta della pubblicità e prendo un volantino del supermercato, con un angolo sfioro le zampe dell’ape, poi il torso. Nulla. Che amarezza. Prendo un secondo volantino col quale accompagnare il cadavere sul primo volantino. Intendo traghettare la bestiola a sepoltura nell’aiuola di fronte, nel terriccio umido all’ombra delle palme. Eppure quando mi accingo sento un ronzio, breve ma intenso. Una zampa posteriore scatta e si distende, poi un’altra fa lo stesso. Quindi pungolo di nuovo l’ape su un fianco, tentando di girarla e porla in posizione eretta, cioè sulle zampe, come siamo abituati a vedere un insetto insomma. Lei si agita molto, ronza forte, si dimena, rotola, le zampe scalciano e si sfregano in modo frenetico. Allontano l’angolo del volantino. L’ape emette un ultimo ronzio forte e si alza in volo, lenta e stordita, in alto verso i balconi con i gerani.

Ho letto di altri casi di morte apparente nelle api, qualcuno ne sa qualcosa?

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Morte di un poeta

Il medico immerse un batuffolo di cotone nella tintura di iodio e con precisione anatomica disegnò la sagoma di un cuore sul lato sinistro del petto di José. L’uomo col camice bianco salutò, diede appuntamento al giorno seguente.
Di notte José puntò la canna diaccia della Smith & Wesson in corrispondenza della macchia e premette il grilletto.

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A Gabriele Galloni

ti scorgo e muori
meteora fredda
scia negativa
nel cielo dello Zodiaco
sorgiva di un senso
invisibile, altrove
brillerai.