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Sputacchio

Stai camminando sul marciapiede, davanti a te c’è una signora con i leggins che si tiene la fronte e sputacchia sull’asfalto. Rallenti, lei ti guarda, ha gli occhi cisposi, un caschetto di capelli arruffati, continua a sputare. Che fai?

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Sotto cassa tutto passa

Accanto al camino ormai freddo c’era un divano scassato sul quale due ragazzine stavano rannicchiate, avranno avuto al massimo sedici anni. Tremavano, i loro volti erano grigi, emaciati. Quella con il cerchietto tra i capelli chiuse gli occhi, il suo corpo si sciolse, molle eppure spastico. Dall’altra sala i bassi martellavano pneumatici, implacabili.

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Musicassetta

Premette play. Nel piccolo altoparlante suo padre si schiarì la gola, il suono era lontano, sommesso. Cosa voleva dirgli?

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Contrattempo

Stiamo andando alla festa di Amelie – a mezzanotte compie gli anni – siamo su via dei Sabelli, quando una sagoma si lancia dai balconi e piomba sulla strada. È un pastore tedesco, si è suicidato.

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Perfect fit

All’alba sono riuscito finalmente a parcheggiare la 500 tra due macchine. Ma gli sportelli non si aprivano. 

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Accelera, marmitta

Al ventiquattresimo passaggio del ragazzino in minimoto davanti alla sua casa, Gebedia andò in cantina e prese il filo da pesca. Uscì e lo fissò teso, invisibile, tra le sbarre della sua inferriata e un palo della luce dall’altra parte della strada.

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Call me maybe

In un viale del parco c’è un barbone che chiede di poter fare una chiamata. I passanti lo ignorano. Si ferma un uomo con il Loden e una cartella in mano, gli presta il telefono. Il barbone ringrazia, digita un paio di tasti e scappa. Corre per una cinquantina di metri, poi si ferma, si volta verso l’uomo con il Loden. Torna indietro. Si scusa, non sa cosa gli è preso. L’uomo con il Loden tira fuori una pistola e spara nel petto del barbone, si china e recupera il telefono.

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Comunione

Il curato rubizzo alzò il bicchiere di Cerasuolo, «il sangue di Cristo», gridò e lo svuotò con un sorso. Tutto il ristorante applaudì.