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Recensione x Convulsioni su Crunched

“[…] L’osceno tormento del torcicollo, a forza di guardare a destra e sinistra prima di attraversare l’incrocio tra ciò che ho e ciò che voglio. […]”

Inizia bene il nuovo anno, con 4 mele e belle parole da Paolo Perlini nella sua recensione di Convulsioni x Crunched, qui la trovate in versione integrale.

“Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (122 pagine), è il mio libro d’esordio. Lo potete acquistare qui al sito di Catartica Edizioni oppure su tutti gli store online tipo Amazon, Ibs e Feltrinelli.

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Estratto .98

Tour – giro a tappe
Fresco – perché era dicembre
Sud – della Spagna

***ATTENZIONE!*** può ridurre la sudorazione

19/12/1998

Ronda si trova ad appena un’ora e mezza da Siviglia e il bus costa poco. Poi ne parlano anche bene.
Tra deserti di montagne e laghi-quasi-mari, in cima al cucuzzolo sta la meta: una miniatura battuta dal vento, che seduce i turisti con la sua estetica rupestre per poi fotterli sul tavolino con prezzi da city.

Per quanto ogni anno mi appaiano patetici gli sforzi prodotti dal mondo per rendere credibile il Natale, devo ammettere che in tutto questo palla-palla, incarta-scarta, Ronda non è nemmeno il posto più pacchiano che ho visto.

Delle stelle aleggiano sulle strade strette e scendono come collirio negli occhi. Tutto è molto lindo, ordinato, la gente vecchia. Giuro, non sembra spagnola tanta quiete, piuttosto sembra il paesino del Molise di cui nessuno riesce a ricordare per intero il nome.
Però di Ronda ti ricordi; una volta leccato via tutto lo zucchero filato, smontate le bancarelle, morti e risorti quattro cristi…
Anche allora la natura continuerà a possedere la montagna.

Una natura verticale, tipo paesaggio neozelandese di Frodo e compagnia. La cittadella in pietra bianca che domina la vallata non soffre la vertigine degli abissi, profilati da tinelli di pietra; la visione è un inganno di isole fluttuanti tra i rigagnoli a fondovalle e il cielo. Un ponte ad archi connette borgo vecchio e nuovo: un tempo era la prigione che ospitava i peggiori reietti del regno.

Terminata la passeggiata urbana ci confrontiamo con la natura. Seguiamo il nostro sherpa per i suoi (supposti) sentieri di terra dura, già battuti prima di lui da curiosi, amanti proibiti e sportivi estremi.
Dopo diversi minuti di discesa in cui mi interrogo sulla moralità delle guide, mi accorgo di non essere poi così in basso. Paradosso. Se non concentro lo sguardo sulla big photo opportunity offerta dalla cascata alle mie spalle, sono l’antenna del mondo in panorama unico. Mi importa poco degli uccellacci neri che macchiano il cielo di superstizione. Al diavolo la superstizione e la premeditazione. Il Natale mi inquieta un poco meno in mezzo al muschio vero. Mi accendo una sigaretta e in questo giardino mi sento quasi sano, dimentico del rossore di questo periodo, che poi il rosso non si meriterebbe.

(In origine Babbo Natale era verde. Poi è comparsa sul mercato una bevanda frizzante, dolce, rinfrescante dalla ricetta segreta. Indovinate chi hanno scelto come testimonial di punta?)


Questo brano fa parte di “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (122 pagine), il mio libro d’esordio. Lo potete acquistare qui al sito di Catartica Edizioni oppure su tutti gli store online tipo Amazon, Ibs e Feltrinelli.

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Estratto .75

Uno a caso guarda un albero. «Che guardi?» gli fa questo «Sei ancora vivo. Nonostante qualche capello lasciato per strada. Nonostante tutto sembra che la tua barba ti segua nel mondo, come successo a Ulisse o a Rick Grimes. Comunque se ti ritrovi qui – a Leroy Merlin – a scegliere l’albero di Natale per la tua propria casa, senza comprarne alcuno significa che (rumore di starnuto). Non frequenti più gli amici, eviti i parenti; sei solo nello sgabuzzino. Da anni hai perso l’abitudine al pranzo, scommetto che mangi almeno cinque caffè al giorno, con quell’alito da polipo fumigato. Dormi per terra, dentro il posacenere coi tuoi libri. Domani non esiste. Ci sono solo lavatrici da fare. Da te patirei un freddo alle radici.»


Questo brano fa parte di “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (122 pagine), il mio libro d’esordio. Lo potete acquistare qui al sito di Catartica Edizioni oppure su tutti gli store online tipo Amazon, Ibs e Feltrinelli.

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Ahrrrrr!

Sto scrivendo un romanzo di pirati mediterranei, avete dei consigli su quali case editrici contattare?
In anteprima esclusiva le prime due righe:

“Le luci del porticciolo di Levanzo galleggiavano nel mare scuro, la scia a poppa del Partenope schiumava placida. Addio Trinacria, addio vecchio mondo.”

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Estratto .33

Mi tuffo nei ricordi
affondo nel sale
tra busti di marmo
profilo di acquedotto.
Sono mare sono acqua
la sabbia sul fondale
diluita la memoria
il dettaglio è un tutto.
Lo spirito di un tempo,
felicità in un granello
incendia la retina
fa lacrimare.


Questo brano fa parte di “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (122 pagine), il mio libro d’esordio. Lo potete acquistare qui al sito di Catartica Edizioni oppure su tutti gli store online tipo Amazon, Ibs e Feltrinelli.

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Estratto .52

“La prima settimana dopo le ferie si è conclusa. Il secondo capodanno è ormai alle spalle. Le conversazioni in principio rinverdite da nuovi, caldi aneddoti, tornano su una frequenza bianca – che reprime a stento l’affanno di aver abbandonato la vita reale profonda per tornare alla vita superficiale.

Così non è stato al festival di Venezia, dove tutti sorridevano, abbronzati oppure no.

Un attore può sentire solo di striscio l’ansia alla quale viene sottoposto un individuo che ha bisogno di lavorare; l’ansia di una vita ripetitiva. Che l’impiego ci sia o meno, sembra sempre la stesso movimento. Nella noia e nel dolore. Ogni rosso sul calendario evidenzia le falle di un progetto di vita errato – calibrato sul lavoro. Non che lavorare sia di per sé negativo, anzi è appagante. Il problema sorge nel momento in cui avviene una scissione tra l’essere umano e le condizioni applicate al suo lavoro. La così detta disumanizzazione del lavoro. Perlomeno dovremmo chiederci: in che momento ho abbandonato ciò che mi piace? Quella necessità era l’unico lumicino da seguire per ignorare la fatica. La fregatura è sempre stata domani. Poi un tuffo nell’intrattenimento e riemergi un tronco morto.”


Questo brano fa parte di “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (122 pagine), il mio libro d’esordio. Lo potete acquistare qui al sito di Catartica Edizioni oppure su tutti gli store online tipo Amazon, Ibs e Feltrinelli.

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Ultime 5 copie

Cari lettori,
rimangono in mio possesso cinque copie della prima edizione di “Convulsioni, le confessioni di un copywriter” (112 pagg., Catartica Edizioni).

DISCLAIMER
[Convulsioni è il blog nel quale il protagonista analizza il suo rapporto con la scrittura attraverso racconti brevi, poesie, un vocabolario, giochi di parole. È consigliato in particolare per chi scrive o per chi vorrebbe farlo.]

Se qualcuno di voi avesse curiosità o piacere di ordinarne una copia autografata può scrivermi in privato, mi occuperò personalmente dell’invio.
Vi saluto, state freschi 🌬

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Leggimi ovunque

Dal bagnasciuga un ambulante di colore viene verso di me, ha una pila di libri in mano.  
«Scusa non ho contanti»
«Io ho POS», sorride.

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I ❤️ shopping

Il pitone avvicina il muso alla vetrina, fa guizzare la lingua biforcuta «quanto è bella», pensa guardando la cintura oltre il cristallo.