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Su Haiti

“La rivoluzione haitiana aveva coinciso, e non solo temporaneamente, con la rivoluzione francese. […]
Nel 1802, quando il generale Toussaint-L’Ouverture, capo dell’esercito degli schiavi era da poco stato fatto prigioniero, il generale Leclerc aveva scritto dall’isola a suo cognato Napoleone: «Ecco la mia opinione su questo paese: bisogna far fuori tutti i neri della montagna, uomini e donne, e risparmiare soltanto i bambini di età inferiore ai dodici anni; bisogna sterminare la metà dei neri della pianura e non lasciare nella colonia neppure un mulatto con le mostrine». Il tropico si vendicò di Leclerc che, nonostante gli scongiuri di Paolina Bonaparte, morì «strozzato dal vomito nero» senza poter portare a termine il proprio progetto: ma l’indennizzo in denaro si rivelò un peso schiacciante sulle spalle degli haitiani indipendenti che erano sopravvissuti ai bagni di sangue delle successive spedizioni militari mandate contro di loro. Il paese nacque nello sfacelo e non si riprese mai più: oggi è il più povero dell’America Latina.”

(Eduardo Galeano, Le vene aperte dell’America Latina)