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microracconti

El pato

Chino si tolse la maglietta e la tirò sul prato. Camminò verso l’oca con passo lento, le braccia larghe, pronte alla presa. Saltò e la abbrancò, l’oca starnazzò furiosa, con il lungo collo caricò terribili colpi di becco che schioccarono sul busto e sulla testa di Chino. Caddero, uniti, rotolarono nel fiume con un tonfo. 

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Sul minotauro

“Si mi oído alcanzara todos los rumores del mundo, yo percibiría sus pasos. Ojalá me lleve a un lugar con menos galerías y menos puertas.
¿Como será mi redentor?, me pregunto.
¿Será un toro o un hombre? ¿Será tal vez un toro con cara de hombre? ¿O será como yo?”

(Jorge Luis Borges, La Casa de Asterión, El Aleph)

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Sulle creature selvatiche

“«Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell,» lo ammonì Holly. «È stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un’ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può fare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concedete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo.»”

(Truman Capote, Colazione da Tiffany)