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Sulla modernità di un paese

“Finché la campagna resta arretrata, è arretrato anche il paese, contasse pure cinquemila fabbriche. Finché il figlio stabilito in città tornerà a visitare il villaggio natale come un paese esotico, la nazione alla quale appartiene non sarà moderna.”

(Ryszard Kapuscinski, Shah-in-shah)

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Luna crescente

Da un grande podere derivano grandi responsabilità.

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Sulla percezione della musica italiana all’estero

“Dopo qualche secondo si mise a canticchiare una canzone di moda in Francia che non era ancora arrivata nella Guyana, dove arrivano prima i prodotti musicali degli Stati Uniti di quelli della Francia o dell’Italia o della Germania, sempre che in quei paesi si faccia musica.”

(Roberto Bolaño, Sepolcri di cowboy)

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Sayonara

Condivido il vagone con famiglie italiane e straniere, il mezzo ci riporterà alle stesse case, ma in celle separate.
Le voci parlano con l’Asia e non capisco,
è stata una pessima giornata?
La partenza mi disgrega: senza vento, senza nodi, la mia scia non ha odore. Non sono mai stato qui.

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Sulla guerra coloniale in Angola

“Avevamo venticinque mesi di guerra nelle budella, venticinque mesi di cibo di merda, di bevande di merda, a combattere per merda, a ammalarci per merda, a morire per merda, nelle budella, venticinque interminabili mesi dolorosi e ridicoli nelle budella, talmente ridicoli che a volte la sera, sotto il portico degli anziani di Marimba, cominciavamo all’improvviso a ridere, l’uno di fronte all’altro, con risate irrefrenabili, ci guardavamo in viso e la derisione scorreva in forma di lacrime di compassione, e di scherno, e di rabbia, lungo le nostre gote magre, fino a che il capitano, con in bocca il bocchino senza sigaretta, si sedeva sulla jeep e si metteva a suonare il clacson, spaventando i pipistrelli dei manghi e gli insetti fantastici dell’Angola, e noi tacevamo di colpo come fanno i bambini a metà del loro pianto, e guardavamo le tenebre attorno con un’immensa meraviglia.”

(Antonio Lobo Antunes, In culo al mondo)

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Sul punk

“Il punk è stato il primo immaginario a coniare una precisa iconografia urbana che sulla scarica elettrica, sull’atto innaturale, sul muro scrostato, sul detrito e sul rifiuto fondava tutta una cosmologia. È stato il punk a trasformare il lancio di una siringa usata con una mazza da golf autocostruita in un gesto nobile. È stato il punk a suggerire che ridere delle disgrazie altrui è prima di tutto un modo di ammettere che quelle disgrazie ti riguardano. È la più classica delle negazioni affermative.”

(Valerio Mattioli, Remoria, la città invertita)

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Sulla curiosità senile

“Una vecchia per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano.”

(Daniil Charms, Disastri)

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Sulla rabbia giovanile

“Una dopo l’altra, case d’accoglienza e scuole militari annunciavano a suo padre che il ragazzo doveva andarsene. Alcuni lo consideravano epilettico o psicotico, ma un elettroencefalogramma negativo li aveva smentiti, e uno psichiatra che lavorava come volontario al Community Chest lo aveva trovato normale. Ogni volta che veniva espulso da un istituto, andava a vivere con suo padre, nella camera ammobiliata in cui alloggiava, per qualche giorno o una settimana, e dormiva su un lettino pieghevole. Era felice in quegli intermezzi. Ribellione e caos servivano a uno scopo: lo strappavano ai suoi tormenti. Il tempo che intercorreva tra il suo arrivo in un istituto e l’esplosione di rabbia cominciò a farsi sempre più breve.”

(Edward Bunker, Little Boy Blue)

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Sul minotauro

“Si mi oído alcanzara todos los rumores del mundo, yo percibiría sus pasos. Ojalá me lleve a un lugar con menos galerías y menos puertas.
¿Como será mi redentor?, me pregunto.
¿Será un toro o un hombre? ¿Será tal vez un toro con cara de hombre? ¿O será como yo?”

(Jorge Luis Borges, La Casa de Asterión, El Aleph)

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Sulle creature selvatiche

“«Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell,» lo ammonì Holly. «È stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un’ala spezzata. E una volta un gatto selvatico adulto con una zampa rotta. Ma non si può fare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuol bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concedete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo.»”

(Truman Capote, Colazione da Tiffany)