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+copywrestling

Sayonara

Condivido il vagone con famiglie italiane e straniere, il mezzo ci riporterà alle stesse case, ma in celle separate.
Le voci parlano con l’Asia e non capisco,
è stata una pessima giornata?
La partenza mi disgrega: senza vento, senza nodi, la mia scia non ha odore. Non sono mai stato qui.

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+convinzioni

Ciao a tutti, voglio dire una cosa personale.
Nei prossimi mesi uscirà il mio manoscritto di esordio.
Sono molto eccitato e preoccupato al riguardo.

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Hablando solo

Andaba a tú lado hablando contigo junto al mar y te dije
– Ves esa barca, algún dia la tendremos. – Pasaron unos dias
Pasó una semana, dos semanas, tres semanas
Pasó un mes, dos meses, tres meses
Pasó un año, dos años, tres años.
Pasó veinte anos.
Y paso a paso, no sé si es que yo había adelantado el paso, mirè hacia tu lado y no estabas. Había barcas y yo pensé que había estado veinte años hablando solo.

15 novembre de dos mil trece
Anonimo

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Keziah Jones – Rhythm Is Love

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Sulla guerra coloniale in Angola

“Avevamo venticinque mesi di guerra nelle budella, venticinque mesi di cibo di merda, di bevande di merda, a combattere per merda, a ammalarci per merda, a morire per merda, nelle budella, venticinque interminabili mesi dolorosi e ridicoli nelle budella, talmente ridicoli che a volte la sera, sotto il portico degli anziani di Marimba, cominciavamo all’improvviso a ridere, l’uno di fronte all’altro, con risate irrefrenabili, ci guardavamo in viso e la derisione scorreva in forma di lacrime di compassione, e di scherno, e di rabbia, lungo le nostre gote magre, fino a che il capitano, con in bocca il bocchino senza sigaretta, si sedeva sulla jeep e si metteva a suonare il clacson, spaventando i pipistrelli dei manghi e gli insetti fantastici dell’Angola, e noi tacevamo di colpo come fanno i bambini a metà del loro pianto, e guardavamo le tenebre attorno con un’immensa meraviglia.”

(Antonio Lobo Antunes, In culo al mondo)

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speed tour

Sabato ciaspole

Ci siamo incontrati al faggio centenario di Campo dell’Osso e da lì abbiamo proseguito verso la vetta del monte Autore, della catena dei Simbruini. Attraverso i faggeti un silenzio soffice custodiva la vita delle bestie, i muschi sui tronchi indicavano il nord. Oltre il valico la Maiella era zona arancione.

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+copywrestling

Una mia collega si abbassa la mascherina quando deve starnutire, per non bagnarsi, dice.


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Sublime – Doin’ Time

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microracconti

Cortesie

Lancio l’organico nel cassone dell’indifferenziata. Cavolo. Mi sporgo nella bocchetta maleodorante e cerco il mio sacco. Tiro fuori la testa, accanto a me un uomo con uno zuccotto calcato in testa fruga nel secchio vicino.
«Salve» gli dico.
Sorride, ha delle finestre aperte tra i denti.

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Sul punk

“Il punk è stato il primo immaginario a coniare una precisa iconografia urbana che sulla scarica elettrica, sull’atto innaturale, sul muro scrostato, sul detrito e sul rifiuto fondava tutta una cosmologia. È stato il punk a trasformare il lancio di una siringa usata con una mazza da golf autocostruita in un gesto nobile. È stato il punk a suggerire che ridere delle disgrazie altrui è prima di tutto un modo di ammettere che quelle disgrazie ti riguardano. È la più classica delle negazioni affermative.”

(Valerio Mattioli, Remoria, la città invertita)