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+poesia

Dodo

Quel paese ai colli
si è fermato
insieme a te
ragazzo dolce
balbettante sorriso
mistero della notte
delle periferie
dove il nome si confonde
con la sorte d’esser nato
per morire così
di rimbalzo
immeritato
solo
amato.

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+copywrestling

Lo strano rapporto tra Ciampino e il futuro

A Ciampino il futuro è al passato remoto – fu.

Ultimato l’aeroporto atterrò tra le vigne un periodo abbagliante di crescita. Famiglie di emigranti calamitate dal centro-sud ai boeing 747, come grandi arche di un nuovo comune: due abruzzesi, due campani, due calabresi, a cui l’inverno all’ombra dei Castelli Romani si prospettava meno freddo. 
Con la primavera degli anni ’70 sbocciarono palazzine non troppo alte e villette unifamiliari, gli scampoli di prato si popolarono di animali domestici; il bowling e la Snai colmarono lo spazio del dopolavoro, assestando le pretese culturali e sociali della cittadinanza su una perlomeno stabile mediocrità. E su una sordità accettabile al continuo viavai, là in alto. Gli anni ’90 furono l’acme d’oro, l’inizio della fine per i primi ciampinesi di nascita.

Oggi a Ciampino (quasi 40mila abitanti) non c’è un teatro, un cinema, il pub è unico; i cantieri sono monumenti e la biblioteca è cantiere da anni, più del cantiere. Un mio amico ha un contratto indeterminato, tutti noialtri portiamo pizze a domicilio.
 Con certi presupposti sociali diventa difficile parlare di prospettive individuali, laddove le brillanti intuizioni d’estate si seccano all’autunno dei nostri luoghi e l’unico volo low costa porta a San Lorenzo e pure sa già di Peroni e libertà.

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+poesia

Vento latore

Che facciamo?
Non ti sento
le tue parole
attraverso il vento-
latore di particelle
tremano.
Respiro mosso
battito al polso
in pressione bassa:
è dentro di noi
l’afa
fuori ogni piano.

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altri

Sul miracolo

“A me è sempre piaciuta la storia del Buddha che arriva a un fiume, la gente gli chiede di traversarlo camminandoci sopra, e lui, indicando una barca, dice: «Con quella è più semplice».”

(Tiziano Terzani, Un indovino mi disse)

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+copywrestling

Qual è l’orario più fastidioso del campionato?

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È giunto il momento di individuare l’appuntamento più odiato dagli italiani (che non seguono il calcio).

Per comodità dei votanti ho escluso i turni infrasettimanali, dando per assunto che quelli del weekend fossero molto più irritanti. Ripensate ai pomeriggi in casa, alle cene in silenzio, agli amici degli altri – a che ora il calcio fa più male?

DISCLAIMER
Il voto è anonimo.
I vostri congiunti continueranno a calpestare i vostri interessi all’orario prefissato.

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microracconti

L’arrotino

Stavo per incidere la carne quando suonò il citofono. Ruotai gli occhi, ma andai a rispondere portando con me il coltello.
«Chi è?» domandai.
«Serve l’arrotino?» rispose una voce.
Guardai la lama, poi lanciai uno sguardo in cucina: il corpo giaceva immobile.
«Scendo» dissi e riagganciai. Infilai in tasca chiavi e portafogli e con la mano libera mi chiusi la porta alle spalle.

Fuori dall’androne mi attendeva un anziano in sella a una bicicletta. La ruota posteriore bloccata da un cavalletto gli consentiva di sedere e operare la mola posizionata davanti al manubrio; questa era collegata con una cinghia di trasmissione ai pedali.
Mi avvicinai; l’uomo puzzava di chiuso e di aglio. Era più pittoresco vederlo gironzolare per il quartiere che stargli accanto. Gli porsi il coltello, lui lo prese e iniziò a pedalare. Una struttura precaria in ferro battuto sosteneva un barattolo di pelati con un minuscolo foro sul fondo, dal quale stillavano gocce d’acqua per la lubrificazione. Dopo alcuni minuti di carezze metalliche l’arrotino portò la lama in controluce e la osservò con gli occhi ridotti a fessura. Sorrisi in attesa, lieto di contribuire a quel mestiere randagio. Lui si voltò verso di me e disse «venti euro». Cavolo, pensai. Aprii il portafoglio: niente banconote. Trovai tre euro e quaranta nel porta monete.
«Scusi» dissi «devo andare a ritirare, la banca è qui dietro».
«Dammi» rispose lui allungando una mano, con l’altra mi puntò il coltello contro.
Depositai gli spicci sui calli del palmo e feci due passi all’indietro; il vecchio intascò le monete, scavallettò il mezzo, mi lanciò un’ultima occhiata arcigna e si allontanò con lentezza, il coltello in mano.

Tornai al piano della cucina. Il pollo faceva spallucce sdraiato sul tagliere.
Promisi che non avrei più disossato, né assecondato un arrotino.

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speed tour

Speed Tour – Monterano

Itinerari veloci spiegati in poche parole.


Gita a Monterano.

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Con un’ora di macchina da Roma raggiungete il comune di Canale Monterano. Una volta nei paraggi dirigetevi verso il borgo fantasma di Monterano – attenzione alla strada dissestata, che grattare la coppa dell’olio è un attimo. Smollate la macchina e proseguite a piedi nella natura. Seguite le indicazioni per l’acquedotto Oriolo; una volta al suo cospetto concedetevi alcuni minuti di contemplazione, poi prendete il sentiero in basso alla sua sinistra, che si inerpica verso il vecchio borgo; saltellate come capre tra le pietre finché non giungete a una grande spianata. In lontananza scorgerete la chiesa di San Bonaventura, una meraviglia senza tetto che ospita al suo interno uno dei fichi (pianta di fico) più anziani del Lazio. Proseguite la passeggiata tra le piante di finocchietto selvatico in direzione del palazzo ducale. Lì c’è una bella ombra per consumare panino + birretta, altrimenti potete riprendere la macchina e fermarvi alla Locanda delle Cicale. Nel pomeriggio fermatevi a Bracciano per un bagno al lago; se invece non amate l’acqua dolce potete farvi una passeggiata fino al pontile, oppure salire fino al castello Odescalchi.

Se volete saperne di più, scrivete nei commenti.

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speed tour

Speed Tour – Fiandre

Itinerari veloci spiegati in poche parole.


Fiandre in 4 giorni.

Schermata 2020-07-30 alle 13.40.16Schermata 2020-07-30 alle 13.38.25Giorno 1: volate su Bruxelles. Prendete la macchina e dirigetevi subito a Rotterdam. Visita + pranzo al mercato, poi porto e case storte di Piet Blom. Come coffeeshop consiglio il Pluto, per una birra il Vessel 11.
Pernottamento a Rotterdam.

Giorno 2: la mattina andate a Kinderdijk, paesino tipico con photo opportunity su fiori e mulini a vento. Dopo pranzo partite per Anversa, dove vale la pena segnalare la stazione, la cattedrale, il castello Het Steen, il Grote Markt con la fontana di Brabo. Birra e jenever al De Vagant, cena tipica tra i santi al Elfde Gebod.
Pernottamento ad Anversa.

Giorno 3: gita a Bruges. Passeggiate per il centro, se volete salite sulla torre campanaria – sono 300+ scalini e si paga. Suggestivo l’interno della Basilica del Santo Sangue. Perdetevi tra i canali e sprecate foto. Ho pranzato molto bene a Le Pain Quotidien (non è il dolore quotidiano). Merenda con waffle o cioccolata. Nel pomeriggio spostatevi a Bruxelles. Andate a bere al Delirium Café, ma occhio, che dopo una certa diventa una pipinara.
Pernottamento a Bruxelles.

Giorno 4: visita di Bruxelles: la Grand Place, il Manneken Pis, la Concattedrale di San Michele e Santa Gudula. Spostatevi con la metro per una vista all’Atomium, linea 6 fermata Heysel. Il quartiere di Molenbeek è pieno di street art e fondamentalisti islamici (scherzo). Romantico, inteso come pittoresco, mangiare al Fin De Siècle.
Riconsegna auto in aeroporto e ripartenza nel pomeriggio.

Se volete saperne di più, scrivete nei commenti.

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+poesia

Senso di un bagno

Un uomo a largo
sta pisciando.

Sul mare di urina
galleggia stella
coi timpani pieni
dei liquidi del mondo
comprimi i rumori
nasci
ancora.

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+poesia

Sdraio

Non c’è ombra del mio cuore
RAM rotta
circuitazione dischiusa
maledizione di Montezuma
sulla volontà:
calippo al sole.