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Dlin dlon

È l’ultima settimana per fare il preordine di “Convulsioni”, lo so, te ne eri dimenticat* ti scrivo per quello. Comunque non succede niente, dal 30 agosto sarà disponibile su tutti gli store digitali. Di seguito un altro breve estratto allo scopo di invogliarti o farti desistere
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Il link è questo – https://www.catarticaedizioni.com/2021/07/convulsioni-paolo-sfirri.html?fbclid=IwAR2tc_IuOOQgMQcXbeYtVVIykJOok0fUY6rZt4eMXW8kJA-bfUFZC1fxiJg

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Criolo – Sucrilhos

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Sulla modernità di un paese

“Finché la campagna resta arretrata, è arretrato anche il paese, contasse pure cinquemila fabbriche. Finché il figlio stabilito in città tornerà a visitare il villaggio natale come un paese esotico, la nazione alla quale appartiene non sarà moderna.”

(Ryszard Kapuscinski, Shah-in-shah)

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The Parrots – I Did Something Wrong

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Sulla percezione della musica italiana all’estero

“Dopo qualche secondo si mise a canticchiare una canzone di moda in Francia che non era ancora arrivata nella Guyana, dove arrivano prima i prodotti musicali degli Stati Uniti di quelli della Francia o dell’Italia o della Germania, sempre che in quei paesi si faccia musica.”

(Roberto Bolaño, Sepolcri di cowboy)

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Hablando solo

Andaba a tú lado hablando contigo junto al mar y te dije
– Ves esa barca, algún dia la tendremos. – Pasaron unos dias
Pasó una semana, dos semanas, tres semanas
Pasó un mes, dos meses, tres meses
Pasó un año, dos años, tres años.
Pasó veinte anos.
Y paso a paso, no sé si es que yo había adelantado el paso, mirè hacia tu lado y no estabas. Había barcas y yo pensé que había estado veinte años hablando solo.

15 novembre de dos mil trece
Anonimo

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Keziah Jones – Rhythm Is Love

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Sulla guerra coloniale in Angola

“Avevamo venticinque mesi di guerra nelle budella, venticinque mesi di cibo di merda, di bevande di merda, a combattere per merda, a ammalarci per merda, a morire per merda, nelle budella, venticinque interminabili mesi dolorosi e ridicoli nelle budella, talmente ridicoli che a volte la sera, sotto il portico degli anziani di Marimba, cominciavamo all’improvviso a ridere, l’uno di fronte all’altro, con risate irrefrenabili, ci guardavamo in viso e la derisione scorreva in forma di lacrime di compassione, e di scherno, e di rabbia, lungo le nostre gote magre, fino a che il capitano, con in bocca il bocchino senza sigaretta, si sedeva sulla jeep e si metteva a suonare il clacson, spaventando i pipistrelli dei manghi e gli insetti fantastici dell’Angola, e noi tacevamo di colpo come fanno i bambini a metà del loro pianto, e guardavamo le tenebre attorno con un’immensa meraviglia.”

(Antonio Lobo Antunes, In culo al mondo)

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Sublime – Doin’ Time

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Sul punk

“Il punk è stato il primo immaginario a coniare una precisa iconografia urbana che sulla scarica elettrica, sull’atto innaturale, sul muro scrostato, sul detrito e sul rifiuto fondava tutta una cosmologia. È stato il punk a trasformare il lancio di una siringa usata con una mazza da golf autocostruita in un gesto nobile. È stato il punk a suggerire che ridere delle disgrazie altrui è prima di tutto un modo di ammettere che quelle disgrazie ti riguardano. È la più classica delle negazioni affermative.”

(Valerio Mattioli, Remoria, la città invertita)