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Criolo – Sucrilhos

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Sulla modernità di un paese

“Finché la campagna resta arretrata, è arretrato anche il paese, contasse pure cinquemila fabbriche. Finché il figlio stabilito in città tornerà a visitare il villaggio natale come un paese esotico, la nazione alla quale appartiene non sarà moderna.”

(Ryszard Kapuscinski, Shah-in-shah)

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The Parrots – I Did Something Wrong

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Sulla percezione della musica italiana all’estero

“Dopo qualche secondo si mise a canticchiare una canzone di moda in Francia che non era ancora arrivata nella Guyana, dove arrivano prima i prodotti musicali degli Stati Uniti di quelli della Francia o dell’Italia o della Germania, sempre che in quei paesi si faccia musica.”

(Roberto Bolaño, Sepolcri di cowboy)

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Hablando solo

Andaba a tú lado hablando contigo junto al mar y te dije
– Ves esa barca, algún dia la tendremos. – Pasaron unos dias
Pasó una semana, dos semanas, tres semanas
Pasó un mes, dos meses, tres meses
Pasó un año, dos años, tres años.
Pasó veinte anos.
Y paso a paso, no sé si es que yo había adelantado el paso, mirè hacia tu lado y no estabas. Había barcas y yo pensé que había estado veinte años hablando solo.

15 novembre de dos mil trece
Anonimo

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Keziah Jones – Rhythm Is Love

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Sulla guerra coloniale in Angola

“Avevamo venticinque mesi di guerra nelle budella, venticinque mesi di cibo di merda, di bevande di merda, a combattere per merda, a ammalarci per merda, a morire per merda, nelle budella, venticinque interminabili mesi dolorosi e ridicoli nelle budella, talmente ridicoli che a volte la sera, sotto il portico degli anziani di Marimba, cominciavamo all’improvviso a ridere, l’uno di fronte all’altro, con risate irrefrenabili, ci guardavamo in viso e la derisione scorreva in forma di lacrime di compassione, e di scherno, e di rabbia, lungo le nostre gote magre, fino a che il capitano, con in bocca il bocchino senza sigaretta, si sedeva sulla jeep e si metteva a suonare il clacson, spaventando i pipistrelli dei manghi e gli insetti fantastici dell’Angola, e noi tacevamo di colpo come fanno i bambini a metà del loro pianto, e guardavamo le tenebre attorno con un’immensa meraviglia.”

(Antonio Lobo Antunes, In culo al mondo)

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Sublime – Doin’ Time

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Sul punk

“Il punk è stato il primo immaginario a coniare una precisa iconografia urbana che sulla scarica elettrica, sull’atto innaturale, sul muro scrostato, sul detrito e sul rifiuto fondava tutta una cosmologia. È stato il punk a trasformare il lancio di una siringa usata con una mazza da golf autocostruita in un gesto nobile. È stato il punk a suggerire che ridere delle disgrazie altrui è prima di tutto un modo di ammettere che quelle disgrazie ti riguardano. È la più classica delle negazioni affermative.”

(Valerio Mattioli, Remoria, la città invertita)

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Sulla curiosità senile

“Una vecchia per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano.”

(Daniil Charms, Disastri)