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Zingarello

Il copertone della ruota posteriore stridette sull’asfalto. Gildo raddrizzò la bicicletta e spinse sui pedali, la strada principale era sgombera. Un’ombra alta lo affiancò sulla sinistra, lui si alzò sui pedali. Attraverso il vetro una donna con gli occhiali scuri arricciò il naso, suonò il clacson. Gildo tirò fuori la lingua. Si voltò in avanti, la carreggiata confluiva in un collo di bottiglia sotto uno degli archi dell’acquedotto. Spinse più forte sui pedali, l’ombra barrì di nuovo. Gildo ghignò, le gambe mulinavano sulle meccaniche cigolanti. Un altro lamento grave e il ragazzino vide il suo riflesso scivolare sulle carene lucide, il suv occupò ogni pertugio. Gildo afferrò i corni dei freni, ma la bicicletta continuò il suo moto.

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Il grattacheccaro

Suonò la campanella sospesa sul carretto. Qualche occhiata fugace dal capannello di bagnanti, nessuno lo raggiunse. Il suono di un fischietto, “è affogata” sentenziò un ragazzo uscendo dall’acqua. Il grattacheccaro scosse di nuovo la campanella. Si avvicinava un bambino e un rumore dal cielo.

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Quarta parete

In un film non riesco più a tollerare l’attore che buca la quarta parete. L’unico precedente – in cui ho accolto questo artificio col sorriso – risale a un montaggio parodico di Frank Underwood doppiato con la pubblicità dei pisellini Findus. A tal proposito, un amico massaggiatore mi raccontò di un giorno in cui si presentò da lui proprio Kevin Spacey. Indossava un accappatoio bianco. “Prego lo tolga e si distenda” disse il mio amico. Kevin sfilò l’accappatoio poi, rimasto in mutande, tolse anche quelle. “Quelle le può tenere” disse il massaggiatore, in imbarazzo.
KS guardò in camera. Anche quella volta fu disagio. Il mio amico si limitò a riprodurre le onde del pacifico sulla schiena del divo, ma da quel momento anche lui diffida di un attore che lo guarda negli occhi.

Comunque non sono riuscito a terminare Enola Holmes per almeno un altro paio di motivi.

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Ascesso

Estrazione a caldo
di un dente del giudizio
immorale,
ricordo.

Strappo la radice
dal cuore del vizio
e immolo il sesso
al sordo

futuro
anestetico
esangue
con te.

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El bandera

Caminando 
buscando pokemòn
caminando
con mi tribu
los mapogos 
son seis leones
caminan por la noche 
con benzina de alcol
van buscando
buscando pokemòn


míralo esto es el bandera
míralo míralo míralo
buscando pokemòn

míralo dicen esto es el bandera
todo el barrio
buscando pokemòn

tira più un pelo di pika
que un carro di fica
porque los pokemòn
son la nueva fiça
para todos
nerd, gitanes, metrosexuales
todo el mundo
cercando i pokemòn
boracho y fumados
sin comer
de noche y de día
miran el bandera

míralo esto es el bandera
míralo míralo míralo
buscando pokemòn

el bandera
bandera bandera bandera
liamos a bandera
de noche y de día
aùn sin pokemòn

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altri

Sull’eroe

“Nella tragedia, dunque, non assistiamo semplicemente al cedere dell’uomo di fronte al destino, quanto piuttosto al realizzarsi dell’uomo in un conflitto che dà al destino stesso la sua forma.
L’ eroe tragico, con la sua azione, ritarda il compiersi del fato: lo fa esitare e apparire contingente introducendo anche nell’ineluttabile un germe di incertezza, di dilazione, che diventa anch’essa un’esperienza limitare, in cui si affaccia la duplicità di un dio che è salvezza e condanna, bene e male, e di un soggetto che è contemporaneamente colpevole e innocente, prossimo agli dei e posto in una distanza assoluta e senza mediazione con essi.”

(Euripide, Le Baccanti)

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microracconti

Settembrino

L’uomo sulla settantina portò il telefono all’orecchio e si abbassò la mascherina. «Domattina, se ti chiamo a una certa ora, ti vieni a mangiare pizza e fichi?».

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speed tour

Speed tour – Madrid e Toledo

Itinerari veloci spiegati in poche parole.


Madrid e Toledo in 3 giorni.

Giorno 1: volate su Madrid col primo aereo della giornata. Dopo aver mollato i bagagli uscite a piedi in direzione Plaza Mayor – soste birretta facoltative a qualsiasi bodega lungo il cammino. Dalla piazza dirigetevi al Parque de El Retiro, dove consumare un bocadillo e concedervi una siesta. Prendete la Gran Via verso il centro, arrivate almeno fino alla fermata metro Callao. Aperitivo super economico al Museo del Jamòn.

Giorno 2: circumnavigate il Palazzo Reale, attraversate i Jardines de Sabatini e raggiungete il Tempio di Debod (egizio). Quando siete pronti fate un giro al barrio Malasaña. Tutto il pomeriggio dedicatelo alla visita del Museo Reina Sofia – arrivate fino alla terrazza. Poco distante dal museo ammirate il prato verticale del Caixa Forum. A seguire Tapas in piedi alla Bodega de la Ardosa e una notte multicolore al barrio Chueca.

Giorno 3: treno Madrid Puerta de Atocha – Toledo il prima possibile (renfe.com è il sito delle ferrovie spagnole, costo del biglietto a/r 11,10€, durata del viaggio 33 minuti). Imperdibili Alcazar e Cattedrale, suggestiva la Sinagoga de Santa María la Blanca. Valutate il Margot per un’insalata: ha dei tavolini all’aperto in una piazzetta riparata. Tornate a Madrid nel pomeriggio, salutate il centro con un passaggio al Mercado de San Miguel e prendete la metro 8 colore rosa per raggiungere l’aeroporto.

In caso gli aerei non consentano questo itinerario, potete invertire i giorni 2 e 3. Se avete domande scrivete pure nei commenti.

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+poesia

La casa del vampiro

Al centro del campo
striato da filari di vite
sorgeva la casa del vampiro.

Chini sulla terra
con lembi di tessuto e ossa
ricostruivamo le morti
di bambini come noi,
i talloni trascinati
nei solchi del vomere.

Non trovammo la fossa
ma un altro orrore si celava
dietro la porta cigolante:

la fine dell’infanzia
in un capanno degli attrezzi
di omicidi mai commessi.

Il mezzadro amava l’aglio e il sole.

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microracconti

Asilo

Il bambino inginocchiato per terra estrasse lo stecco dal formicaio. Si drizzò in piedi e osservò la colatura di esserini neri. Portò lo spiedino alla bocca, succhiò bene le formiche che tentavano di scappare sul dorso della sua mano. Notò un altro bambino che lo fissava.
Sorrise, mentre una formica gli usciva dalla narice sinistra.